Castagnola Ieri

I BACHI DA SETA
Molte sono le attività che i nostri avi svolgevano quotidianamente, e molte sono quelle che la vita moderna di oggi ha dimenticato; una di queste è l’allevamento dei bachi da seta. Attività non molto sviluppata, e presente solo in alcuni paesi della Garfagnana, forse perché poco redditizia, o forse perché richiedeva un’accurata e attenta lavorazione, ma sicuramente degna di essere citata.

Venivano piantati molti alberi di Gelso, con le cui foglie si alimentavano i bachi, e quasi ogni famiglia faceva un piccolo allevamento, seguendo un procedimento ben preciso.
Il giorno di San Marco (25 aprile) cominciava la cova delle piccole uova, fatte deporre in precedenza dalla farfalla su di un fazzoletto nero. In questo giorno, come voleva la tradizione, le donne se le mettevano in seno, sempre avvolte nei fazzoletti e le portavano in processione lungo le strade del paese, dopo di che continuavano a covarle per qualche giorno. Nati i bachi, li ricoprivano di foglie di Gelso tritate per alimentarli, e man mano che crescevano mangiavano sempre di più fino a consumare interi sacchi di foglie.
Dalla schiusa delle uova alla maturità, la larva del baco (Bombix Mori) vive circa due mesi, raggiungendo una lunghezza di 3-5 centimetri e un peso di 2-3 grammi. Durante il periodo della crescita, i bachi cadevano quattro volte in letargo, dormendo un paio di giorni, e ad ogni caduta si spogliavano della superficiale peluria che li ricopriva. Quando i bachi diventavano grandi venivano posti nel cosiddetto “bosco” costruito con fascine e frasche, dove si rifugiavano e iniziavano le tessitura del bozzolo.

Il risultato finale è un bozzolo di forma approssimativamente ovale, nel quale avviene la metamorfosi da larva a crisalide e quindi a insetto perfetto, o farfalla. La raccolta dei bozzoli (esclusi quelli destinati alla riproduzione), ha però luogo prima della trasformazione in farfalla, perché questa per uscire alla luce, perforerebbe il bozzolo rendendolo privo di valore. Di particolare interesse commerciale è infatti il bozzolo costruito con un unico filo continuo di natura sericea (bava) che può superare anche i 1500 metri di lunghezza.

Appena erano pronti, i bozzoli venivano raccolti e portati a vendere dentro le Corbe al mercato di Castelnuovo Garfagnana. Tale attività è scomparsa intorno al 1950, quando le minime quantità prodotte localmente, non potevano più competere con i prezzi delle produzioni a lavorazione industriale.

Il Canepaio
L'Artigianato