Castagnola Ieri

PIZZICANDO LA VALDARNO
METRO - Sonetto composto da 12 strofe di lunghezza disuguale, 9 delle quali di tre quartine (rima ABAB AABB AABB), le restanti 3 strofe composte da una quartina e una sestina (rima ABAB AABBCC).

E’ il primo e forse il più bello dei componimenti scritti dal poeta. Composto nel 1950, come satira di protesta per la costruzione del lago di Gramolazzo, nei confronti dell’ENEL e della Società SELT VALDARNO che materialmente costruì la diga del lago.
La protesta nasce dal fatto che, il lago veniva a cancellare un pezzo di storia del paese di Castagnola. Infatti sotto le attuali acque del lago, sono sepolti un territorio, una ricca economia di quel tempo, e una parte di paese.
Il poeta evidenzia anche la disagiata situazione sociale in cui veniva a trovarsi il paese di Castagnola nei primi anni ‘50, sprovvisto ancora di una linea elettrica e di un acquedotto, che assicurassero un minimo di sviluppo tecnologico ad ogni famiglia.
Ma la parte sicuramente migliore, è l’espressione di dolore che proviene dal cuore del poeta nel dare l’addio alle cose più care, che scompaiono, sommerse dalle acque del lago. L’uso ripetuto della parola addio, evidenzia in ogni strofa, l’affetto per il paese, il senso di rimpianto, di rammarico e l’espressione di un estremo saluto a qualcosa che non si rivedrà più.

Poesie di Gino Fantoni
La Chiesa e il Campanile