Castagnola Ieri

LA CHIESA
La chiesa parrocchiale di Castagnola è in stile romanico e probabilmente risale al XII° secolo, e come una antica leggenda paesana racconta, è una delle novantanove fatte costruire dalla contessa Matilde di Canossa, ma non abbiamo notizie certe in proposito, perché nella chiesa non ci sono lapidi o iscrizioni che confermano questa ipotesi.
Tutte le date che troviamo sono di restauri successivi, una delle quali è incisa sopra la porta principale ed è del 1830. L’altare maggiore è datato 1770. Però all’interno della chiesa è custodito uno dei fonti battesimali più belli e antichi di tutta la Garfagnana, completamente in macigno sulla cui base è incisa la data del 1535.

La contessa Matilde è raffigurata in un vecchio quadro della chiesa con in mano un calice dal quale esce un serpente.

Secondo la leggenda, l’avvenimento si verificò quando la contessa Matilde di Canossa chiese al Papa, pur essendo una donna, l’autorizzazione a celebrare la Santa Messa.
Il Santo Padre, dopo un ampio esame con i più alti Prelati del Vaticano, decise di concedere l’autorizzazione alla contessa Matilde a condizione però che la stessa, avrebbe dovuto far costruire ben cento chiese.
La contessa accettò, ma non rispettò l’accordo con il Papa, infatti non appena fatta costruire la novantanovesima chiesa volle celebrare la Santa Messa, ma al momento della consacrazione dal suo calice uscì un serpente.

Certo è che la chiesa è molto antica, e la prima notizia certa risale al XII° secolo, infatti nel 1276 la parrocchia dei Santi Simone e Giuda di Castagnola, figurava nell’elenco delle istituzioni che pagavano le decime per la Terra Santa. In quel periodo era una dipendenza di Pieve di Castello (attualmente Piazza al Serchio), insieme alle parrocchie di Pieve San Lorenzo, San Michele a Minucciano, Santa Maria ad Agliano, San Giusto e San Clemente a Gorfigliano, San Bartolomeo a Gramolazzo, la cappella di Pugliano e l’Hospedale di Tea che si trovava a nord-est dell’attuale santuario del Monte Argegna, sull’antica via romana Luni-Modena.

Fin dal 1600 la chiesa di Castagnola aveva parecchi possedimenti derivati dai lasciti dei fedeli. Da un inventario risulta che avesse ben quarantadue appezzamenti di terreno, che servivano per il suo mantenimento. Questi terreni non facevano parte del beneficio della parrocchia e furono poi venduti allo Stato.

La nostra parrocchia aveva i suoi amministratori detti operai, ed erano distinti in: priori, fabbricieri, campanari, camerlingo, ecc.

Nel 1820 in seguito ad un questionario inviato dal Vescovo di Luni-Sarzana a tutti i parroci della Garfagnana, Don Giovanni Battista Fantoni parroco di Castagnola in quel periodo, scriveva nel suo rapporto: “Si crede che questa parrocchia di Castagnola sia molto antica, ma non si ha notizia certa dell’epoca di origine. Le notizie, che si trovavano e si trovano nell’archivio della chiesa, riguardano, infatti, solo un inventario dei Beni Immobili datato 1587 ed i Registri dei battezzati che iniziavano dall’anno 1607. Sappiamo che questa parrocchia fu governata da un parroco che, nello stesso tempo, governava altre due parrocchie. Tutto ciò avveniva prima del Concilio di Trento, prima, cioè, che venisse proibita la pluralità dei benefici parrocchiali”.

Continuava Don Fantoni: “Si vuole che questa chiesa sia opera fatta fare dalla celebre Contessa Matilde, di pietre quadrate dentro e fuori, come si vede anche di presente per la sua maggior parte”. La chiesa, lunga circa trenta passi e larga nove, era secondo il parroco, sufficientemente decorosa, il soffitto era a volta, il pavimento in mattoni, le pareti e le finestre assai decenti, mentre i sedili del coro avrebbero avuto bisogno di essere rinnovati ma, per mancanza di fondi, ciò non era possibile.

La chiesa era provvista di tre altari. L’altare maggiore, dove si conservava il Santissimo, era dedicato ai due patroni della chiesa, i S.S. Apostoli Simone e Giuda, l’altare alla sinistra dell’altare maggiore, era dedicato alla Madonna delle Grazie e quello a destra al Corpus Domini. La chiesa era mediamente provvista di ornamenti e suppellettili. I candelieri, secondo Don Fantoni, erano “assai decenti”, mentre il Piviale (paramento sacro costituito da lungo mantello, aperto davanti e unito da un fermaglio, usato nelle benedizioni), le Pianete (paramento sacro di vari colori che il celebrante indossava sopra il camice bianco durante la Messa), i camici, le tovaglie e i messali erano ben tenuti, inventariati e custoditi nella Sacrestia. Tutta la biancheria, compresi i corporali e i purificatori, venivano lavati spesso.

Nella chiesa non c’erano panche particolari o panche di famiglia, ma solo panche comuni. Le pietre sacre degli altari erano calve e i sigilli delle reliquie interi. Il battistero laterale, era chiuso da una porticina a doppia anta. Il Santissimo era conservato solo nell’altare maggiore, dentro un decoroso tabernacolo, che di notte, veniva chiuso a chiave. La pisside e i calici erano dorati e ben tenuti, così come l’ostensorio.
L’amministrazione e l’archivio della chiesa erano compiti esclusivi del parroco.
La parrocchia di Castagnola aveva, nel 1820, una rendita di 360 £ in beni stabili ed una piccola erogazione annua dalla comune di Agliano.
Il Parroco provvedeva ad aggiornare il Registro delle Anime, mettendo segni particolari per indicare i battesimi, i matrimoni ecc.
I registri parrocchiali erano conservati, chiusi a chiave, nella camera del Parroco.

Al tempo di Don Fantoni non si avevano, e non si hanno neppure oggi, notizie certe circa la consacrazione della chiesa.
Don Fantoni sosteneva: “Si suppone consacrata ma non si sa quando ne da chi”. Per tradizione, però si festeggiava l’anniversario della dedicazione il 20 Agosto con una Messa solenne e una processione per il paese.

La canonica comunicava con la Chiesa tramite un loggiato. Anch’essa molto antica, con parecchie stanze, le cui porte, dalle soglie in macigno, erano intarsiate artisticamente. Era fornita di cisterna e vasti fondi. Fu distrutta dal terremoto del 1920 e l’attuale canonica fu riedificata sulle sue rovine.

Oggi la chiesa di Castagnola resta quasi spoglia dei suoi antichissimi arredi sacri, sciupatisi per incuria.
Nel 1967 la chiesa fu riportata a nuovo splendore grazie ad un consistente restauro interno, successivamente nel 1980 fu rifatta completamente la copertura del tetto. L’ultimo restauro è del 1994, durante il quale è stata rifatta interamente la pavimentazione e l’imbiancatura interna.

Tutti i citati restauri sono stati eseguiti con i fondi reperiti nelle numerose sagre paesane che ogni anno si svolgevano nel mese di Agosto e nel mese di Ottobre in occasione della festa del patrono del paese.

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